Chi erano i poeti crepuscolari?

Chi erano i poeti crepuscolari? Dal movimento futurista partivano varie correnti letterarie una fra queste era rappresentata dai poeti crepuscolari. Questo termine era originariamente un dispregiativo, proposto dal critico Giuseppe Antonio Borgese, il quale recensì negativamente tre poesie pubblicate su " La Stampa ", dicendo che era la voce crepuscolare, di una poesia in fase decadente.

La nuova corrente letteraria, era fondata su tematiche delle " piccole cose ", questi poeti spostano l'attenzione sui particolati (le foglie, gli interni delle abitaioni borghesi, le stazioni, i convalescenti). La presentazione di un mondo diverso, rispetto a quello visto dai poeti precedenti (in realtà c'era già un accenno in Myrcae e Poema Paradisiaco) puntando la loro attenzione verso la fine della vita, i malati e lo stato di malinconia. 

A differenza della visione di Pascoli che vedeva le piccole cose molto grandi e viceversa, per i crepuscolari le piccole cose restavano piccole e umili, così com'erano. Troviamo una differenza anche con D'Annunzio nel Poema Paradisiaco, in quanto lui cerca la bellezza delle cose, i crepuscolari invece si soffermano sui simboli della precarietà esistenziale.
I crepuscolari, però non li possiamo definire dei futuristi, in quanto i primi non ebbero lo stesso successo. Ma oggi ritroviamo anche in loro dell'avanguardia, pertanto vengono associati agli autori cotemporanei. 

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