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3/13/2016

Come si divide la gestione finanziaria dello Stato

Per la redazione finale del bilancio è necessario capire alcune fasi, che lo stato compie per chiudere i conti a fine anno. Per quanto riguarda le entrate e le uscite monetarie, possiamo individuare due fasi: 
  • La prima è legata all'accertamento effettivo delle entrate di denaro e l'impegno a pagare le spese pubbliche contratte.
  • La seconda fase riguarda invece il vero e proprio trasferimento monetario del denaro, ovvero la riscossione e il pagamento. 
Per fare un semplice esempio, possiamo pensare a quando riceviamo una fattura (qui sorge l'obbligo di pagare, quindi impiego) e due giorni dopo la paghiamo (trasferimento effettivo del denaro). Il funzionamento è molto simile, ma molto più complesso.

Come un'azienda, anche lo Stato a fine esercizio può avere crediti e debiti sospesi, pensiamo ad esempio al ricevimento della merce prima del 31/12 e alla fattura che arriverà a Gennaio dell'anno dopo (fatture da ricevere). Lo stesso accade per lo Stato, e chiamiamo con " residui attivi " i crediti non ancora incassati e " residui passivi ", i debiti non ancora pagati.  

Un altro criterio molto importante è quello della competenza finanziaria: si considerano le entrate nella fase di accertamento e le uscite nella fase dell'impiego. Questo criterio si contrappone al criterio di cassa, nel quale si calcolano le uscite nella fase del pagamento e le entrate nella fase della riscossione.

Sono due criteri condivisi, il primo viene riconosciuto da un punto di vista giuridico e il secondo sul piano economico. Per quanto riguarda il nostro Stato, ha adottato un sistema di bilancio sia di cassa che di competenza.

Per quanto riguarda l'intervallo di tempo valutato, esistono bilanci annuali e bilanci pluriennali. I primi sono fondamentali per un controllo sull'economia e gli effetti delle manovre nel breve termine, il secondo invece riguardano un periodo di tre anni e pprevedere un piano economico-politico (può essere aggiornato annualmente).

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